Catalogo delle cose perdute [Un'arte]

Lavorare a questo sito è come comporre un catalogo delle cose perdute e questo mi ha fatto venire in mente una poesia di Elizabeth Bishop che Engaku Taino, il mio Maestro di Zen, amava molto. La liberissima traduzione è mia.


Il Maestro Engaku Taino

Il Maestro Engaku Taino

Un'arte

L'arte di perdere non è difficile da imparare;
tante cose sembrano così intrise dell'intenzione
d'esser perse che la loro perdita non è un disastro.

Perdi qualcosa ogni giorno. Accetta il turbamento
delle chiavi smarrite, dell'ora sprecata.
L'arte di perdere non è difficile da imparare.

Poi perdi di più e più in fretta:
luoghi, nomi, e dov'era quel posto che volevi visitare?
Nulla di tutto questo sarà un disastro.

Ho perduto l'orologio di mia madre. E guarda! L'ultima,
o la penultima, delle mie tre amate case è andata.
L'arte di perdere non è difficile da imparare.

Ho perso due città, proprio carine. E ancora di più,
ho perduto molti dei reami che possedevo, due fiumi, un continente.
Mi mancano, ma non è stato un disastro.

Anche perdendo te (la voce scherzosa, un gesto che amo) non avrei mentito. È evidente,
l'arte di perdere non è difficile da imparare,
benché possa sembrare (scrivilo!) un disastro.